Cose Ipo Nel Contratto Nazionale

Cose ipo nel contratto nazionale

Cose ipo nel contratto nazionale

Provvedimenti - Chimica - Industria


CCNL del 22/09/2012

Ipotesi di Accordo del 27/06/2017


CCNL DEL 22/09/2012


CHIMICA E AFFINI - INDUSTRIA

 

Contratto collettivo nazionale di lavoro 22/09/2012

per gli addetti all'industria chimica, chimico-farmaceutica, delle fibre chimiche e dei settori abrasivi, lubrificanti e GPL

Decorrenza: 01/01/2013

Scadenza: 31/12/2015

 

Verbale di stipula

 

Il 22.9.2012

tra:

- Federchimica;
- Farmindustria;

e

- FILCTEM-CGIL

- FEMCA-CISL

- UILTEC-UIL
- UGL-Chimici;
- FAILC-CONFAIL;
- FIALC-CISAL;

 

è stato sottoscritto l'Accordo di rinnovo CCNL 22.9.2012 per gli addetti all'industria chimica, chimico-farmaceutica, delle fibre chimiche e dei settori abrasivi, lubrificanti e GPL.

 

 

Premessa

 

Premessa all'accordo di rinnovo del CCNL 29 settembre 2012

La volontà delle parti di rinnovare il CCNL si basa su molti fattori strettamente connessi alla particolarità del momento, alla necessità di dare un contributo alla ricerca di maggior competitività e all'occupazione, alla consapevolezza del patrimonio accumulato di innovazione e dialogo continuo.

La condivisione dello scenario economico e industriale in cui le nostre imprese operano e opereranno nei prossimi anni è certamente importante in qualsiasi trattativa sindacale, ma lo è stata ancora di più in questo momento del tutto eccezionale.

Mai come in questa fase il presente e il futuro delle imprese e delle singole persone sono stati tanto condizionati dal contesto macroeconomico, cioè da variabili al di fuori del loro controllo.

D'altro canto le forti difficoltà che vive, in particolare, il nostro Paese e la possibilità di improvvisi e radicali cambiamenti del contesto esterno richiedono coesione e tempestività di reazione.

La condivisione dello scenario economico e della situazione politica internazionale in cui il nostro Paese si trova ha portato le parti sociali ad un impegno straordinario non solo nei contenuti dell'ipotesi di accordo ma anche e soprattutto nei tempi e nei modi in cui questa è stata raggiunta.

Le parti sociali dell'industria chimico-farmaceutica, in coerenza con l'accordo interconfederale del 28 giugno 2011, consapevoli del ruolo di anticipazione che sempre ha caratterizzato le relazioni industriali settoriali, intendono con la sottoscrizione dell'accordo di rinnovo dare un segnale e un contributo al Paese, e cioè al Governo e all'industria e al mondo del lavoro nel loro complesso, per dimostrare la loro consapevolezza e il loro impegno nei confronti dell'Italia e dei partner europei.

Tutti devono fare la loro parte, le imprese e i lavoratori del settore hanno così inteso di fare la propria, dimostrando che la gravità della situazione economica comporta coraggio ma anche urgenza nelle azioni.

Non c'è tempo da perdere e il cambiamento implica anche capacità di decidere, e decidere bene, tempestivamente, valorizzando il ruolo delle delegazioni.

Le parti sociali hanno condiviso anche la necessità di dare risposte urgenti alle imprese e ai loro lavoratori, sottoposti in questo momento a forte incertezza, significative flessioni produttive, pericolosa compressione dei margini e anche pericolosi risultati negativi.

La sottoscrizione del CCNL vuole essere un contributo concreto per dare qualche certezza al mercato, alle imprese, ai lavoratori.

Vuole essere anche un segnale che le relazioni industriali nella chimica sono state e devono, sempre più, essere funzionali alla competitività delle imprese, perché la competitività significa crescita, occupazione e benessere.

Un preciso segnale politico di responsabilità che le parti sociali intendono offrire perché lo stesso impegno nella ricerca di formule e accordi orientati alla competitività, produttività, occupabilità, responsabilità sociale e alla partecipazione, nel pieno rispetto di diritti e doveri, si possa realizzare negli stessi modi, cioè in tempi rapidi e con interventi efficaci, anche a livello decentrato.

Le parti sociali nel sottoscrivere l'accordo sono consapevoli di aver raccolto una grande sfida nei confronti delle imprese e dei lavoratori ma anche nei confronti del Paese, sfida che si concretizza nell'assunzione di responsabilità, nella consapevolezza che tutti nel proprio ambito di azione devono dare un contributo alla soluzione dei problemi del Paese.

Tale sfida nasce dall'eccezionalità del momento, ma si fonda su una consolidata cultura di relazioni industriali responsabili, basata sul dialogo e sul confronto aperto e continuativo, sulla ricerca di elementi innovativi, sull'attività svolta in modo partecipativo e costruttivo durante tutta la vigenza del contratto anche all'interno di momenti istituzionali come l'Osservatorio.

 

 

Capitolo I - Relazioni industriali

Parte I - Relazioni industriali a livello nazionale e territoriale

 

Osservatorio nazionale

Le parti, nella consapevolezza dell'importanza del ruolo delle relazioni industriali e al fine di individuare scelte capaci di contribuire alla soluzione dei problemi economici e sociali nonché di orientare e rendere coerente nei comportamenti l'azione dei propri rappresentati e l'applicazione a tutti i livelli delle norme contrattuali convengono, alla luce delle esperienze realizzate, di consolidare e sviluppare l'attività dell'Osservatorio nazionale quale ambito di conoscenza, analisi e studio, a supporto dell'attività negoziale per assicurare coerenza tra i risultati dell'attività di approfondimento svolta nell'ambito dell'Osservatorio e le impostazioni adottate ai tavoli negoziali.

Le parti ritengono inoltre necessario rafforzare la loro capacità di sensibilizzazione esterna sulle esigenze settoriali.

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Tale obiettivo può essere raggiunto attraverso:

- una migliore attività di informazione e indirizzo nei riguardi dei soggetti istituzionali, e non, esterni al settore;

- una più incisiva azione delle parti nell'ambito dell'Osservatorio permanente per l'industria chimica costituito presso il Ministero dello sviluppo economico con il D.M.

12 novembre 1997 e quindi nei confronti delle altre istituzioni.

L'Osservatorio contrattuale - ferme restando l'autonomia dell'attività imprenditoriale e le rispettive distinte responsabilità degli imprenditori e delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori - analizzerà e valuterà con la periodicità richiesta dai problemi in discussione, le questioni suscettibili di avere incidenza sulla situazione complessiva del settore, al fine di individuare con il massimo anticipo possibile le occasioni di sviluppo e di realizzare le condizioni per favorirlo nonché di individuare i punti di debolezza, per verificarne le possibilità di superamento.

Le parti, al fine di garantire lo sviluppo delle attività dell'Osservatorio contrattuale, convengono che siano calendarizzati, con cadenza annuale, almeno due incontri, fatta salva l'esigenza di ulteriori incontri per specifiche problematiche che dovessero insorgere.

Con riferimento a specifiche problematiche normative e/o economiche nonché di politica industriale le singole Organizzazioni imprenditoriali con le Organizzazioni sindacali stipulanti il CCNL svolgeranno i relativi approfondimenti all'interno di distinti Osservatori.

Gli studi e le analisi svolti dalle parti all'interno dell'Osservatorio nazionale potranno essere preparatori e propedeutici anche all'attività negoziale delle parti.

Il sistema dell'Osservatorio si articola sul livello nazionale, territoriale e aziendale, con l'obiettivo di favorire l'integrazione e il coordinamento tra i diversi livelli e valorizzare la partecipazione delle rispettive strutture territoriali e aziendali, anche attraverso gli opportuni collegamenti con le strutture territoriali sindacali ed imprenditoriali.

In particolare a livello nazionale e territoriale sarà oggetto di esame congiunto delle parti quanto segue, avvalendosi, laddove ne sia condivisa l'opportunità, di appositi comitati, anche in chiave di sviluppo e promozione di responsabilità sociale dell'impresa e di pari opportunità.

 

1) Livello nazionale:

- l'andamento del mercato nazionale ed internazionale nonché, sulla base dei dati complessivi sulle previsioni degli investimenti, le prospettive produttive settoriali, con le articolazioni riguardanti i settori di specializzazione più significativi e gli effetti sull'occupazione di tali prospettive con particolare riguardo alle aree di crisi (intendendosi per tali il Mezzogiorno e tutte le aree territoriali così riconosciute dalla legislazione);

- gli effetti sull'organizzazione del lavoro e sull'inquadramento e le conseguenti problematiche occupazionali poste dall'introduzione di innovazioni tecnologiche con riguardo alla possibilità di realizzare programmi formativi e di riqualificazione professionale dei lavoratori interessati nonché quelle poste da significative ristrutturazioni industriali;

- le problematiche occupazionali e della sicurezza derivanti dalle iniziative delle imprese in materia di scorpori e di delocalizzazioni di attività produttive, conferimenti di servizi e attività manutentive;

- l'andamento della contrattazione di secondo livello e le eventuali iniziative per il suo orientamento;

- le problematiche inerenti l'orario di lavoro, le eventuali sperimentazioni realizzate a livello aziendale, l'attivazione delle normative contrattuali in argomento;

- le iniziative per promuovere le sperimentazioni di una nuova organizzazione del lavoro nelle imprese che, anche attraverso azioni formative, rendano possibile lo sviluppo della professionalità finalizzata alla piena realizzazione dell'inquadramento;

- le normative legislative nazionali e comunitarie con impatto sul settore e sulle normative contrattuali;

- l'elaborazione di linee di azione convergenti finalizzate a promuovere interessi settoriali;

- le necessarie linee di sostegno legislativo ai programmi di sviluppo settoriali e intersettoriali nonché, sulla base delle spese complessive di ricerca realizzate e previste nel settore e delle indicazioni sulle sue principali finalizzazioni, i necessari interventi legislativi per la realizzazione di condizioni ottimali per lo sviluppo della stessa;

- l'andamento dell'occupazione dell'intero settore con particolare riferimento alle aree di crisi, anche attraverso la condivisione delle risultanze che emergeranno dall'indagine settoriale sull'occupazione;

- l'andamento dell'occupazione femminile del settore, in particolare nelle aree di crisi, con le relative possibili azioni positive volte a concretizzare il tema delle pari opportunità nel rispetto della legislazione vigente;

- le risultanze dell'indagine retributiva settoriale, che saranno oggetto di specifiche analisi nell'ambito dell'Osservatorio;

- le problematiche inerenti i Comitati aziendali europei e le azioni tese ad agevolare l'applicazione delle norme di legge tenendo conto delle scelte effettuate a livello aziendale e di gruppo;

- lo sviluppo e promozione delle scelte contrattuali improntate alla responsabilità sociale d'impresa, con particolare riferimento al perseguimento di politiche e/o iniziative che possano riflettersi positivamente sull'occupazione e sulla rioccupazione dei lavoratori;

- l'andamento della situazione previdenziale ed assistenziale pubblica e gli eventuali risvolti sui Fondi di settore, FONCHIM e FASCHIM, al fine di supportarne lo sviluppo, con particolare riguardo all'ambito delle PMI.

Nell'ambito dell'Osservatorio nazionale per il settore farmaceutico le parti costituiscono una specifica sezione per le tematiche inerenti l'attività di informazione scientifica del farmaco che, in incontri semestrali:

- svolgerà esami congiunti dei vari aspetti concernenti l'attività lavorativa degli ISF, anche in considerazione dell'evoluzione normativa in atto;

- monitorerà le dinamiche contrattuali esistenti nel settore, i livelli occupazionali, le innovazioni organizzative in atto;

- acquisirà informazioni sulla attività formativa svolta anche in materia di sicurezza e salute sul lavoro, nonché di tutela della privacy;

- suggerirà sull'insieme delle problematiche esaminate le soluzioni ritenute più idonee all'interno del contenuto professionale.

Le parti seguiranno l'evoluzione della legislazione sociale e in materia di lavoro a livello nazionale ed internazionale con i seguenti obiettivi:

- individuare soluzioni per realizzare il migliore adattamento del CCNL all'evoluzione legislativa;

- individuare e consolidare criteri interpretativi e applicativi delle leggi coerenti con le convergenze strategiche tra le parti;

- prospettare alle rispettive Confederazioni l'utilità di iniziative a livello generale per gli aspetti di non specifico interesse settoriale.

Sarà inoltre oggetto di confronto congiunto delle parti lo sviluppo dell'attività comunitaria e del dialogo sociale.

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A tal fine le parti potranno promuovere o partecipare a momenti di confronto, anche sistematico, con le Organizzazioni imprenditoriali e sindacali degli altri Paesi della UE per realizzare obiettivi di reciproca informazione, formulazione di pareri comuni su problematiche d'interesse del settore chimico, supporto all'attività delle parti sociali per l'implementazione della politica sociale dell'Unione europea.

Le parti inoltre:

- analizzeranno eventuali problematiche di aree territoriali nelle quali la presenza di imprese dei settori rappresentati sia caratterizzata da condizioni di omogeneità merceologica, dimensionale, produttiva e organizzativa.

L'esito di tale verifica potrà essere funzionale alla sopra richiamata attività delle parti in materia di politica industriale;

- approfondiranno le tematiche inerenti molestie sessuali e "mobbing" al fine di definire linee-guida in materia.

 

2) Livello territoriale

A livello di aree provinciali o regionali:

- sulla base dei dati complessivi annuali sulle previsioni degli investimenti, le prospettive produttive settoriali, nonché i relativi effetti sull'occupazione;

- gli effetti sull'organizzazione del lavoro e l'andamento dell'occupazione, le problematiche occupazionali con riferimento al perseguimento di politiche e/o iniziative che possano riflettersi positivamente sull'occupazione e sulla rioccupazione dei lavoratori e alla realizzazione di programmi formativi e di riqualificazione professionale dei lavoratori;

- le problematiche inerenti l'orario di lavoro, le eventuali sperimentazioni realizzate a livello aziendale, l'attivazione delle normative contrattuali in argomento;

- i necessari interventi di sostegno legislativo regionale ai programmi di sviluppo delle aziende;

- l'andamento dell'occupazione femminile del settore, in particolare nelle aree di crisi, con le relative possibili azioni positive volte a concretizzare il tema delle pari opportunità nel rispetto delle vigenti disposizioni legislative;

- la possibilità di promuovere progetti per l'abbattimento delle barriere architettoniche e per l'inserimento lavorativo mirato di lavoratori diversamente abili e di altre categorie dello svantaggio sociale, anche in relazione alla utilizzabilità dei finanziamenti e alle modalità previste dalle leggi nazionali e regionali;

- le possibilità di intervento nei confronti degli Organi amministrativi locali per un sempre maggior raccordo tra le esigenze delle aziende e del mondo del lavoro con le infrastrutture esistenti nel territorio considerato;

- la promozione delle scelte contrattuali improntate alla responsabilità sociale d'impresa.

Nell'affrontare le problematiche di carattere territoriale, verranno ricercati gli opportuni collegamenti con le strutture sindacali e imprenditoriali interessate.

In relazione a quanto sopra stabilito le parti procederanno agli opportuni incontri di verifica.

* * *

Nell'ambito dell'Osservatorio nazionale sono costituite le seguenti sezioni:

 

A) Sezione sicurezza, salute, ambiente

Le parti, riconfermando il comune forte impegno per la massima sicurezza e salute sul lavoro e la compatibilità ambientale delle attività produttive settoriali, convengono sui seguenti obiettivi:

- promuovere, presso le autorità competenti, iniziative finalizzate a superare i vincoli amministrativi non giustificati;

- supportare le parti firmatarie per la realizzazione di iniziative idonee a favorire e promuovere lo sviluppo sostenibile nelle imprese del settore;

- individuare, in materia di procedure amministrative concernenti l'ambiente e la sicurezza nonché in materia di infortuni sul lavoro e malattie, elementi e proposte da fornire anche alle rispettive Confederazioni con riferimento all'esigenza di sostituire approcci di natura burocratica con criteri di obiettiva responsabilizzazione;

- migliorare ed intensificare l'azione di orientamento delle imprese, degli R.L.S.S.A., delle R.S.U.

e dei lavoratori verso criteri di gestione delle problematiche ambientali e della sicurezza e salute sul lavoro improntati alla partecipazione;

- predisporre linee-guida e percorsi formativi adeguati alle peculiarità settoriali valutando anche l'opportunità di collegamento con il livello territoriale, interconfederale e Fondimpresa.

La realizzazione degli obiettivi indicati viene attuata mediante lo svolgimento delle seguenti attività:

- facilitare l'applicazione delle norme contrattuali e di legge con modalità partecipative attraverso la realizzazione di linee-guida per la corretta gestione della sicurezza, salute e tutela dell'ambiente;

- far assumere dalle rispettive Organizzazioni territoriali competenti, qualora fossero individuate problematiche incidenti sulla sfera di competenza locale, eventuali iniziative congiunte nei confronti delle competenti autorità locali; in particolare nel caso di problematiche attinenti siti produttivi caratterizzati dalla presenza di stabilimenti multisocietari, comprese le imprese di appalto, di concerto con le strutture sindacali e imprenditoriali interessate, a livello territoriale saranno ricercati adeguati livelli di coordinamento per l'attuazione di misure di prevenzione, sicurezza e protezione comuni;

- seguire l'evoluzione delle condizioni ambientali e della sicurezza del settore, prendendo in considerazione, per il loro carattere emblematico:

- problematiche specifiche di comparti merceologici suscettibili di rilevanti conseguenze per i comparti stessi;

- problematiche connesse con eventuali programmi di risanamento, delocalizzazioni, scorpori di attività produttive, conferimenti di servizi e attività manutentive o chiusure di impianti che assumano particolare rilevanza.

Ove dall'esame specifico realizzato emergessero orientamenti comuni utili alla soluzione di problematiche settoriali o locali, questi saranno portati a conoscenza dei soggetti interessati per l'orientamento delle loro azioni;

- individuare proposte comuni per facilitare la gestione degli adempimenti richiesti dalla legge (schede, ecc.) nonché modalità di eventuale rapporto con le istituzioni nazionali;

- mantenere aggiornate le linee-guida per la formazione del R.L.S.S.A., i contenuti e le formule operative dei corsi congiunti realizzati a livello nazionale, tenuto conto dell'esperienza realizzata, delle innovazioni legislative e contrattuali, favorendone la diffusione, anche mediante il coinvolgimento delle strutture imprenditoriali e sindacali interessate;

- promuovere la realizzazione della formazione alla sicurezza dei lavoratori, anche neoassunti, predisponendo apposite linee-guida ed orientando opportunamente le imprese ed i lavoratori.

Tabella retributiva

Tale attività di promozione e realizzazione di attività formative sarà svolta in collaborazione con l'Organismo bilaterale chimico per la formazione continua;

- monitorare le iniziative di formazione in materia di ambiente e sicurezza realizzate dalle imprese, sia con riferimento agli R.L.S.S.A., sia con riferimento ai lavoratori, al fine di valutarne la congruità e la corrispondenza con le linee-guida predisposte dalla Sezione dell'Osservatorio.

A tal fine potrà essere ricercata la collaborazione delle strutture imprenditoriali e sindacali territoriali;

- affrontare le tematiche riguardanti le emissioni in atmosfera, gli scarichi idrici, i rifiuti solidi sulla base degli elementi complessivi disponibili;

- affrontare in un'ottica preventiva i temi degli incidenti e delle malattie professionali sulla base degli elementi conoscitivi disponibili per individuare possibili aree di miglioramento;

- seguire l'evoluzione della normativa in materia di esposizione ai fattori di rischio chimici, fisici e biologici sulla base delle norme nazionali, comunitarie e in mancanza delle tabelle ACGIH.

Allo scopo è istituito presso Federchimica un servizio informativo cui le parti potranno riferirsi per l'acquisizione e l'aggiornamento dei limiti di esposizione ai fattori di rischio di cui sopra;

- esaminare le problematiche eventualmente poste dal recepimento o dall'applicazione delle norme europee individuando, se del caso, iniziative specifiche con l'obiettivo di semplificare e facilitare gli adempimenti connessi con le stesse;

- prevedere annualmente uno specifico incontro dedicato alla valutazione dei risultati raggiunti nel settore e alla individuazione di possibili aree di intervento di comune interesse, sulla cui base saranno definiti anche contenuti e modalità di realizzazione della giornata nazionale salute, sicurezza, ambiente, da realizzarsi con cadenza annuale, senza pregiudizio della normale attività e senza oneri aggiuntivi per I'impresa;

- in materia di quasi incidenti definire le modalità dell'informativa da parte del livello aziendale sull'applicazione della norma di cui alla lett.

D dell'art.

Riduzione del superminimo assorbibile per rinnovi del CCNL

44 nonché ricevere e analizzare le informazioni contenute nelle informative stesse.

 

B) Sezione mercato del lavoro

Le parti, premesso quanto previsto dagli accordi interconfederali e dalla legislazione vigente in materia di mercato del lavoro, riconoscendo:

- l'importanza strategica di perseguire, nell'interesse delle imprese e dei lavoratori, la migliore funzionalità del mercato del lavoro;

- l'opportunità di rendere gli strumenti legislativi e contrattuali quanto più possibile funzionali e adeguati a dare risposte mirate e flessibili in relazione alle esigenze delle imprese e dei lavoratori;

- l'opportunità di valutare ed approfondire le varie occasioni e tipologie di lavoro indotte anche dall'innovazione tecnologica e da un mercato del lavoro in continua evoluzione, anche da un punto di vista socio-culturale, rispetto alla domanda e offerta di lavoro, caratterizzato anche da una accresciuta presenza femminile;

hanno convenuto di dedicare al mercato del lavoro una specifica sezione dell'Osservatorio nazionale avente i seguenti obiettivi:

- monitorare, al fine di valutarne il grado e le modalità di applicazione, il ricorso alle diverse tipologie di rapporti di lavoro di cui all'art.

3 del presente CCNL;

- sostenere e sviluppare l'utilizzo degli stage attraverso opportune azioni tese a diffondere la conoscenza e la concreta praticabilità di questa innovativa opportunità di rapporto con il mondo del lavoro;

- approfondire, le problematiche e le eventuali opportunità e possibilità di sviluppo del telelavoro in ambito settoriale e a monitorarne l'applicazione.

 

C) Sezione ricerca

Le parti, consapevoli del ruolo strategico che la ricerca e sviluppo riveste per lo sviluppo e l'innovazione dell'industria chimica e farmaceutica, convengono sulla necessità di potenziare il ruolo dell'Osservatorio nazionale con l'obiettivo di agevolare e sostenere i miglioramenti di competitività delle imprese, la qualificazione professionale degli addetti e la promozione degli investimenti in ricerca.

In particolare nell'ambito di questa Sezione:

- saranno approfonditi in via prioritaria quegli elementi conoscitivi necessari per la definizione di posizioni congiunte in grado di sensibilizzare e orientare le istituzioni e in generale i soggetti esterni al sistema chimico;

- si individueranno le modalità per rispondere all'esigenza di indirizzare la ricerca universitaria su temi di interesse dell'industria chimica e farmaceutica, nonché l'opportunità di sviluppare, in coordinamento con le università, iniziative finalizzate alla formazione di ricercatori;

- particolare attenzione sarà riservata alle PMI, relativamente alla necessità di incrementare e migliorare ulteriormente l'attività di ricerca e sviluppo da loro svolta con l'obiettivo di sostenerla, per quanto dl competenza dei vari livelli, anche attraverso programmi realizzati in forma consortile.

 

D) Sezione REACH

Le parti, con riferimento al regolamento europeo sulle sostanze chimiche in quanto tali o contenute in preparati (REACH), al fine di facilitarne l'applicazione, condividono nell'ambito di questa sezione l'esigenza di:

- realizzare ogni iniziativa idonea ad agevolare le imprese, in modo particolare le PMI, nella gestione dei significativi impatti che l'applicazione del regolamento comporta sulla loro competitività;

- monitorare l'andamento delle registrazioni da parte delle imprese chimiche italiane;

- supportare con idonei elementi conoscitivi il ruolo attivo e propositivo delle parti, anche in collaborazione con le istituzioni interessate a livello nazionale/regionale;

- realizzare gli approfondimenti utili a definire linee-guida per l'accesso dei lavoratori alle informazioni di cui all'art.

35 del Regolamento CE 1906/2006 al fine di garantire la corretta gestione dei prodotti e supportare le imprese nell'elaborazione di idonea attività formativa dei lavoratori;

- seguire l'evoluzione delle normative correlate.

E) Sezione PMI

Le parti, considerata la rilevanza delle piccole e medie imprese nel contesto dei settori rappresentati sia per il profilo produttivo sia per quello occupazionale, ritengono opportuno costituire una specifica Sezione dell'Osservatorio nazionale.

In tale ambito, che potrà avere anche articolazioni territoriali nelle province caratterizzate da una significativa presenza di PMI, saranno approfondite le problematiche e le esigenze specifiche delle PMI nell'intento di contribuire alla ricerca di strumenti e modalità operative utili ad accrescerne competitività, vitalità e dimensione, nel sempre più complesso contesto di mercati e competizione internazionale.

Gli esiti condivisi di tali approfondimenti, sia per quanto concerne gli aspetti di politica industriale sia sotto il profilo della semplificazione normativa e operativa, saranno tenuti in considerazione dalle parti per le scelte negoziali da realizzare nonché opportunamente evidenziati nell'ambito dell'Osservatorio permanente per l'industria chimica costituito presso il Ministero dello sviluppo economico e, se del caso, nei confronti di altre istituzioni.

 

Parte II - Relazioni industriali a livello aziendale

 

Premessa

Con l'obiettivo di proseguire il percorso positivo avviato con la costituzione degli Osservatori aziendali e di incentivare e promuovere relazioni industriali sempre più partecipative e costruttive le Parti condividono l'opportunità di definire, a livello di impresa, strumenti e modalità utili a realizzare:

- un processo di interlocuzione sindacale positivo e costruttivo in modo particolare nelle fasi più importanti di cambiamento che coinvolgono l'azienda e i lavoratori interessati;

- un dialogo aperto, trasparente e produttivo utile a prevenire il conflitto e nella ricerca di soluzioni adeguate e compatibili con le esigenze del mercato e della buona occupazione.

Le parti concordano che Io sviluppo di Relazioni Industriali partecipative è da considerarsi elemento fondamentale per garantire:

- rispetto delle regole e etica nei comportamenti;
- tempestività nell'affrontare i problemi e nella definizione delle soluzioni negoziali;
- coerenza nella attuazione delle intese realizzate;
- una efficace attuazione dei sistemi organizzativi e la loro necessaria flessibilità.

In relazione a quanto sopra le parti condividono di istituire una Commissione nazionale con l'obiettivo di individuare possibili nuovi modelli di partecipazione in coerenza con le prassi e gli accordi già in atto nel settore e con le evoluzioni normative in materia.

Le Parti stipulanti, inoltre, riconoscendo il valore positivo di informazione e consultazione a livello aziendale, concordano che scambi informativi utili alla conoscenza delle questioni attinenti alle attività di impresa e un dialogo costante finalizzato alla ricerca di soluzioni condivise vadano in ogni caso realizzati in modo da essere efficaci, attraverso la ricerca dell'equilibrio degli interessi dell'impresa con quelli dei lavoratori e con relazioni costruttive tra datore di lavoro e rappresentanti dei lavoratori, nel rispetto dei reciproci diritti ed obblighi.

 

1) Gruppi industriali

Per i gruppi industriali - intendendo per gruppo un complesso industriale di particolare importanza nell'ambito dell'area settoriale, articolato in più unità produttive dislocate in più zone del territorio nazionale, avente rilevante influenza nel settore industriale in cui opera in quanto strategicamente collegato alle esigenze di sviluppo dell'economia nazionale - l'informativa sugli investimenti verrà fatta da ciascun gruppo industriale.

Ciascun gruppo industriale, annualmente, in apposito incontro con l'assistenza dell'Associazione imprenditoriale a richiesta delle Organizzazioni sindacali stipulanti il CCNL comunicherà:

I) l'andamento dell'attività dell'impresa, nonché la generale situazione economica;

II) le previsioni degli investimenti per nuovi insediamenti industriali, consistenti ampliamenti o trasformazione di quelli esistenti e miglioramento delle condizioni ambientali-ecologiche;

III) in riferimento agli investimenti complessivi, l'entità globale dei contributi a fondo perduto o dei finanziamenti a tasso agevolato erogati dallo Stato e dalle regioni nel quadro di apposite leggi nonché dei finanziamenti per la formazione professionale erogati dalla UE;

IV) le spese complessive di ricerca realizzate e previste, la loro incidenza sul totale degli investimenti, le indicazioni sulle principali finalizzazioni della stessa, nonché il numero degli addetti;

V) le prospettive produttive anche in relazione al mercato nazionale e internazionale ed alle sue implicazioni con riferimento se del caso alle necessità di utilizzo dell'orario di lavoro;

VI) le problematiche anche occupazionali connesse alle esigenze di ristrutturazione produttiva, nel quadro delle iniziative previste alla Parte III del Capitolo II e all'art.

8, Parte II, del CCNL, nonché la distinzione per gruppi omogenei di fasce professionali dei lavoratori.

Cosa è l’EDR in busta paga e il terzo elemento della retribuzione

Per tali aspetti le cadenze dell'informazione saranno quelle richieste dai fatti specifici;

VII) gli effetti sull'organizzazione del lavoro, sulle tipologie contrattuali e le conseguenti problematiche occupazionali poste dall'introduzione di innovazioni tecnologiche con riguardo alla possibilità di realizzare programmi formativi e di riqualificazione professionale dei lavoratori interessati nonché quelle poste da significative ristrutturazioni industriali. Per tali aspetti le cadenze dell'informazione saranno quelle richieste dai fatti specifici;

VIII) il numero degli addetti e la distinzione dell'occupazione per sesso e per classi di età, l'andamento prevedibile dell'occupazione nonché, in caso di rischio per i livelli occupazionali, le misure praticabili per contrastare tale rischio;

IX) le tematiche relative all'area dei quadri;

X) l'andamento e le tematiche dell'occupazione femminile.

In particolare:

a) l'andamento dell'occupazione alla luce anche delle risultanze emerse dal rapporto di cui all'art. 46 del D.Lgs. n.

Cose ipo nel contratto nazionale

198/2006;

b) le eventuali specifiche problematiche emerse in tema di organizzazione del lavoro, mobilità, flessibilità e valorizzazione professionale.

Su queste tematiche vi sarà la partecipazione e l'apporto di lavoratrici dipendenti in grado di fornire una conoscenza adeguata alle specificità della materia al fine di favorire azioni positive volte a concretizzare le pari opportunità.

In questo senso, nei gruppi con una presenza di personale femminile superiore al 20%, così come nei casi in cui, nel realizzare l'esame delle problematiche in questione, fossero individuate azioni da intraprendere utilizzando anche gli eventuali finanziamenti pubblici disponibili, compresi quelli comunitari, le problematiche in questione formeranno oggetto di esame all'interno di un apposito Comitato misto le cui valutazioni saranno portate a conoscenza di tutta la popolazione aziendale;

XI) le tipologie di rapporto di lavoro attivate secondo quanto previsto all'art.

3 del presente CCNL;

XII) gli interventi formativi inerenti l'attività svolta dai lavoratori, la loro eventuale riqualificazione nonché l'ambiente e la sicurezza;

XIII) elementi conoscitivi sui patti formativi di cui alla Parte VII del Capitolo II realizzati nell'impresa;

XIV) iniziative assunte con riferimento ad eventuali problematiche connesse con la prestazione lavorativa dei lavoratori diversamente abili;

XV) gli effetti per i lavoratori interessati a progetti di inserimento mirato per lavoratori diversamente abili e di altre categorie dello svantaggio sociale, individuati a livello di Osservatorio territoriale.

Nel corso degli incontri, le parti effettueranno un esame congiunto degli effetti degli investimenti su occupazione, indirizzi produttivi, localizzazioni e condizioni ambientali-ecologiche, esprimendo le loro autonome valutazioni.

Ove, a seguito dell'azione informativa, emergessero convergenze su iniziative riguardanti gli effetti per i lavoratori delle scelte aziendali, per la cui realizzazione fossero reciprocamente ritenuti utili momenti di approfondimento specifico, potranno essere attivati appositi Comitati misti di lavoro.

Con l'attuazione delle previsioni di cui ai punti I, VII, VIII, XI si assolve all'obbligo di informazione dei lavoratori ai fini di quanto previsto dal D.Lgs.

Livelli contrattuali del settore metalmeccanico: ecco un approfondimento

n. 25/2007.

Nell'ambito degli incontri di cui sopra ed a seguito delle informazioni fornite potrà essere avviata una consultazione tra i livelli pertinenti di Direzione aziendale e rappresentanza dei lavoratori.

La Direzione aziendale fornirà risposta motivata agli eventuali pareri espressi dai rappresentanti dei lavoratori.

 

2) Imprese con almeno 50 dipendenti

Le imprese di cui trattasi, con l'assistenza delle Associazioni industriali, porteranno annualmente a conoscenza delle R.S.U., assistite dalle rispettive Organizzazioni sindacali stipulanti il CCNL:

I) l'andamento dell'attività dell'impresa, nonché la generale situazione economica;

II) le previsioni degli investimenti per i nuovi insediamenti industriali, consistenti ampliamenti o trasformazione di quelli esistenti e miglioramento delle condizioni ambientali-ecologiche;

III) in riferimento agli investimenti complessivi, l'entità globale dei contributi a fondo perduto e dei finanziamenti a tasso agevolato erogati dallo Stato e dalle regioni nel quadro di apposite leggi;

IV) le spese complessive di ricerca realizzate e previste, la loro incidenza sul totale degli investimenti, nonché il numero degli addetti;

V) il numero degli addetti e la distinzione per sesso e per classi di età, l'andamento prevedibile dell'occupazione nonché, in caso di rischio per i livelli occupazionali, le misure praticabili per contrastare tale rischio;

VI) l'andamento e le tematiche dell'occupazione femminile.

In particolare:

a) l'andamento dell'occupazione alla luce anche delle risultanze emerse dal rapporto di cui all'art.

Cose ipo nel contratto nazionale

46 del D.Lgs. n. 198/2006;

b) le eventuali specifiche problematiche emerse in tema di organizzazione del lavoro, mobilità, flessibilità e valorizzazione professionale.

Su queste tematiche vi sarà la partecipazione e l'apporto di lavoratrici dipendenti in grado di fornire una conoscenza adeguata alle specificità della materia al fine di favorire azioni positive volte a concretizzare le pari opportunità.

In questo senso, nelle imprese, con una presenza di personale femminile superiore al 20%, così come nei casi in cui, nel realizzare l'esame delle problematiche in questione, fossero individuate azioni da intraprendere utilizzando anche gli eventuali finanziamenti pubblici disponibili, compresi quelli comunitari, le problematiche in questione formeranno oggetto di esame all'interno di un apposito Comitato misto le cui valutazioni saranno portate a conoscenza di tutta la popolazione aziendale;

VII) le tipologie di rapporto di lavoro attivate secondo quanto previsto all'art.

3 del presente CCNL;

VIII) iniziative assunte con riferimento ad eventuali problematiche connesse con la prestazione lavorativa dei lavoratori diversamente abili;

IX) gli effetti per i lavoratori interessati a progetti di inserimento mirato per lavoratori diversamente abili e di altre categorie dello svantaggio sociale, individuati a livello di Osservatorio territoriale;

X) iniziative formative determinate da eventuali esigenze di aggiornamento professionale connesse con il reinserimento dopo periodi di assenza per maternità e paternità;

XI) elementi conoscitivi sui patti formativi di cui alla Parte VII del Capitolo II realizzati nell'impresa;

XII) gli effetti sull'organizzazione del lavoro, sulle tipologie contrattuali e le conseguenti problematiche occupazionali poste dall'introduzione di innovazioni tecnologiche con riguardo alla possibilità di realizzare programmi formativi e di riqualificazione professionale dei lavoratori interessati nonché quelle poste da significative ristrutturazioni industriali.

Per tali aspetti le cadenze dell'informazione saranno quelle richieste dai fatti specifici.

Nel corso degli incontri le parti effettueranno un esame congiunto degli effetti degli investimenti su occupazione, indirizzi produttivi, localizzazioni e condizioni ambientali-ecologiche, esprimendo le loro autonome valutazioni e procederanno ad incontri annuali per l'accertamento delle realizzazioni riguardanti gli stabilimenti significativi.

Con l'attuazione delle previsioni di cui ai punti I, V, VII, XII si assolve all'obbligo di informazione dei lavoratori ai fini di quanto previsto dal D.Lgs.

n.

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25/2007.

Nell'ambito degli incontri di cui sopra ed a seguito delle informazioni fornite potrà essere avviata una consultazione tra i livelli pertinenti di Direzione e rappresentanza dei lavoratori. La Direzione aziendale fornirà risposta motivata agli eventuali pareri espressi dai rappresentanti dei lavoratori.

 

3) Osservatorio aziendale

A livello d'impresa potrà essere costituito, con accordo tra le parti, un Osservatorio aziendale di natura non negoziale, avente le seguenti caratteristiche:

- è costituito e regolamentato dalle parti aziendali;

- svolge la sua attività su temi concordati tra le parti, a fine consultivo ed eventualmente istruttorio, favorendo il coinvolgimento e la partecipazione dei lavoratori.

In questo ambito si realizzeranno gli obblighi informativi e consultivi previsti dalle norme contrattuali ferme restando le prerogative delle Organizzazioni sindacali di cui alla Parte I del presente capitolo.

Le parti aziendali possono concordemente prevedere:

- in relazione a temi da trattare, la partecipazione agli incontri dell'Osservatorio di dipendenti, esperti e rappresentanti esterni, di entrambe le parti;

- in relazione ai temi di welfare e di responsabilità sociale l'individuazione e partecipazione di un "facilitatore".

Per la partecipazione agli incontri dell'Osservatorio dei componenti la R.S.U.

e dei dipendenti eventualmente chiamati ad affiancarli si ricorrerà ai permessi retribuiti di cui all'art. 58 CCNL

Nell'ambito dell'OBC, sarà predisposto un piano formativo finalizzato a fornire ai componenti dell'Osservatorio le competenze, gli strumenti e la conoscenza di buone pratiche utili per realizzare tra le parti un dialogo efficace e costruttivo.

Le parti aziendali informeranno l'Osservatorio nazionale in merito alla costituzione e alla regolamentazione dell'Osservatorio aziendale.

* * *

Dichiarazione delle parti stipulanti

Con la presente Parte II si è inteso dare attuazione al D.Lgs.

Cose ipo nel contratto nazionale

n. 25/2007 in merito al diritto all'informazione ed alla consultazione dei lavoratori nelle imprese, fermo restando eventuali prassi o accordi aziendali più favorevoli per i lavoratori.

 

Premessa

Le parti

si riconoscono nel consolidato modello partecipativo di relazioni industriali:

- improntato su un dialogo continuo;
- focalizzato sull'analisi, la discussione ed il confronto;
- finalizzato alla ricerca di soluzioni condivise;

individuano nel CCNL uno strumento cardine delle relazioni industriali con un ruolo fondamentale per:

- sviluppare e valorizzare le positive esperienze realizzate nell'ambito degli Organismi bilaterali contrattualmente previsti (FONCHIM, FASCHIM, OBC, Welfarma, sistema degli Osservatori);

- orientare comportamenti;

- sostenere e sviluppare produttività, competitività e occupazione;

- valorizzare e indirizzare la contrattazione aziendale;

riconoscono il valore positivo delle scelte contrattuali improntate alla responsabilità sociale d'impresa, perseguendone lo sviluppo attraverso la:

- valorizzazione di quanto già contenuto nel CCNL;

- ricerca di nuovi ambiti che rafforzino la dimensione etica dell'impresa;

ritengono che un dialogo costruttivo sia funzionale a creare un clima positivo di consenso, a capire e condividere le esigenze reciproche, a creare le premesse per scelte consapevoli e condivise.

In questo senso, con l'obiettivo di favorire modalità di confronto e relazioni industriali ispirate a quanto sopra, ritengono opportuno rafforzare e valorizzare l'esperienza maturata nell'ambito degli Osservatori di livello nazionale e territoriale prevedendo, nel successivo punto 3 della Parte II, la possibilità che vengano istituiti anche a livello aziendale Osservatori utili a sviluppare, in un ambito non negoziale, un costruttivo e moderno modello di relazioni industriali.

 

Capitolo II - Welfarchim

Parte I - Responsabilità sociale dell'impresa

 

Premessa

Le parti sostengono lo sviluppo di un'impresa socialmente responsabile attraverso l'impegno di tutti i soggetti coinvolti, ciascuno in relazione al proprio ruolo, ad integrare i temi sociali, etici ed ambientali nelle proprie attività e nei rapporti interni ed esterni, operando responsabilmente, con la consapevolezza dei propri diritti e doveri.

Ad ogni livello si opererà in modo coerente per sviluppare e dare attuazione alle norme contenute nel presente CCNL riconducibili ad un impegno sociale dell'impresa, complessivamente considerata e dei singoli che operano in essa.

Le parti aziendali potranno impegnarsi in tal senso sottoscrivendo un Patto di Responsabilità sociale che formalizzerà il reciproco impegno a comportamenti coerenti con quanto sopra e promuovendo iniziative congiunte di responsabilità sociale nell'ambito delle iniziative correlate alla Giornata nazionale Sicurezza salute ambiente.

Le parti, al fine di sostenere valori, principi e strumenti socialmente responsabili sono impegnate, con le scelte contrattuali, nei seguenti ambiti.

Solidarietà, assistenza sociale, "welfare", bilanciamento delle esigenze lavorative con quelle personali:

- attenzione alle problematiche connesse all'inserimento e alla prestazione dei lavoratori diversamente abili e di altre categorie dello svantaggio sociale, nonché alla ricollocazione dei lavoratori inidonei;

- agevolazione delle attività di volontariato;

- integrazione della copertura previdenziale e dell'assistenza sanitaria a livello settoriale;

- agibilità specifiche nel caso di particolari esigenze personali o situazioni familiari, studenti lavoratori, donatori, reinserimento di lavoratori e lavoratrici assenti per malattia, maternità-paternità e congedi parentali, attraverso il riconoscimento di permessi, aspettative, part-time, telelavoro e la individuazione di ulteriori iniziative.

 

Formazione:

- investimento per la formazione, progettazione di attività di formazione continua, anche attraverso la realizzazione di patti formativi, agevolazione della formazione individuale e adesione alle attività realizzate dall'OBC, al fine di migliorare la competitività delle imprese, la professionalità dei lavoratori, la loro occupabilità e l'inserimento dei lavoratori stranieri;

- individuazione di attività formative specifiche nei confronti dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, salute e ambiente.

 

Misure a sostegno dell'occupazione e dell'occupabilità:

- possibilità di ricorrere a tutti gli strumenti offerti dalla legislazione e dal CCNL, funzionali al rafforzamento dell'impresa, alla salvaguardia ed allo sviluppo dell'occupazione, per favorire l'occupabilità senza pregiudicare la base di occupazione stabile, anche attraverso il "Progetto Ponte" di cui alla Parte II del presente capitolo;

- applicazione degli strumenti individuati per favorire l'occupazione, l'avvio, lo sviluppo dell'attività produttiva, la gestione delle ricadute occupazionali, anche con ricorso a risorse derivanti dalla contrattazione di secondo livello;

- condivisione di specifiche opportunità ed esigenze, utili a sostenere e/o migliorare la competitività dell'impresa e la sua occupazione in situazioni di congiuntura particolari.

 

Miglioramento continuo del livello di sicurezza e salute sul luogo di lavoro e tutela dell'ambiente:

- diffusione di comportamenti consapevoli e partecipati delle norme contrattuali e di legge;

- realizzazione di una strategia ambientale basata sulla prevenzione e sul metodo partecipativo di condivisione degli obiettivi, coniugando la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, di rispetto dell'ambiente, di occupazione, di sviluppo dell'innovazione, di competitività delle imprese;

- miglioramento del livello di formazione, informazione e coinvolgimento di tutti i lavoratori e dei loro rappresentanti per la realizzazione degli obiettivi;

- adozione ed integrazione di sistemi di gestione in forma volontaria, che tengano in debita considerazione anche le opere, e i servizi conferiti in appalto, per una prevenzione sistematica dei fattori di rischio.

 

Parte II - Produttività e occupabilità

 

Gli ambiti su cui investire

Le imprese possono crescere e conseguire una redditività soddisfacente e tutelare quindi il lavoro, il benessere dei lavoratori, la crescita delle retribuzioni e in particolare della quota di retribuzione variabile e il mantenimento e lo sviluppo dell'occupazione - solo attraverso il miglioramento complessivo della loro competitività.

L'industria chimica e farmaceutica è da anni impegnata nel miglioramento dei fattori interni di competitività (innovazione, qualità, organizzazione).

Questo impegno tuttavia non è sufficiente in un settore in cui la competitività dipende in modo rilevante da condizioni al di fuori del controllo delle imprese, riconducibili essenzialmente al Sistema-Paese, alla produttività di sistema, che non sono certamente favorevoli.

Per questa ragione, ferma restando l'azione congiunta nei confronti delle Istituzioni per scelte di politica industriale adeguate a migliorare la produttività di Sistema, le parti condividono la necessità di un impegno supplementare per promuovere la produttività del lavoro che rappresenta un elemento fondamentale della competitività.

Le parti ritengono in primo luogo che l'incremento della produttività sia strettamente correlato con la ricerca, gli investimenti tecnologici, l'innovazione di processo e di prodotto e con le necessarie flessibilità che richiedono un atteggiamento partecipativo e di apertura al cambiamento.

In uno scenario caratterizzato da forte instabilità potenziale e da necessità di riposizionamento competitivo di molte imprese anche l'occupabilità, e cioè lo sviluppo di competenze e strumenti utili per agevolare l'ingresso (in particolare dei giovani), la permanenza e la eventuale ricollocazione nel mercato del lavoro, assume un ruolo di primo piano nell'ambito della responsabilità sociale dell'impresa.

La produttività e la "buona occupazione" sono temi centrali per il lavoro, per il sostegno e il rilancio della competitività delle imprese.

 

Produttività

Le parti condividono che il miglioramento della produttività del lavoro si possa realizzare intervenendo nei seguenti ambiti:

1) qualità delle risorse umane: formazione ed etica del lavoro;

2) qualità delle relazioni industriali: esigibilità e fruibilità del CCNL A tal fine le Parti si impegnano a dare piena attuazione all'accordo interconfederale del 28 giugno 2011 sui temi della rappresentanza e delle R.S.U.;

3) flessibilità organizzativa: strumenti contrattuali e contrattazione aziendale.

 

Occupabilità

Le parti condividono che:

- la individuazione e la realizzazione, a tutti i livelli, di strumenti utili a favorire l'ingresso, la permanenza e il ricollocamento nel mercato del lavoro sia una scelta di responsabilità sociale da favorire e incentivare anche con i necessari supporti legislativi;

- l'occupabilità e l'inclusione sociale debbano essere rafforzate, oltre che attraverso gli interventi per migliorare la qualità delle risorse umane, prevedendo strumenti da offrire alla contrattazione aziendale, tra questi in particolare il Progetto Ponte di cui al punto successivo.

 

"Progetto Ponte"

Le parti ritengono opportuno sviluppare a livello aziendale l'ipotesi di un Patto di solidarietà generazionale denominato "Progetto Ponte" fondato sulla disponibilità dell'azienda ad investire su nuove assunzioni di giovani in cambio della disponibilità di lavoratori anziani in forza a trasformare, in vista della pensione, il proprio contratto da full-time a part-time.

Gli obiettivo di tale Progetto sono:

- aumentare e favorire l'occupazione giovanile;

- creare un "ponte" tra la popolazione giovanile e la popolazione più anziana, massimizzando il passaggio di conoscenze tra i due gruppi;

- ridurre il carico di lavoro e realizzare un "maggior coinvolgimento delle persone più anziane".

Le parti auspicano e hanno sollecitato i necessari interventi legislativi che possano consentire una ampia adesione al Progetto.

Tra questi le parti auspicano anche interventi inerenti le modalità di accantonamento e trattamento fiscale delle ore di riposo accantonate dai lavoratori nel Conto ore che, rimossi i vincoli oggi esistenti, potrebbero essere utilizzate anche nell'ambito del Progetto o comunque nella fase finale del rapporto di lavoro.

 

Parte III - Misure a sostegno del reddito e dell'occupazione

 

Strumenti ed interventi di sostegno del reddito ed occupazione

Le parti, fermo restando quanto previsto dall'art.

Le assunzioni devono tener conto del CCNL

25, punto 4, del CCNL e dalle relative linee-guida in materia di strumenti utili a sostenere e/o migliorare la competitività dell'impresa e la sua occupazione in situazioni di congiuntura particolari, convengono sulla necessità di favorire il sostegno dell'occupazione e del reddito nelle situazioni di difficoltà indotte da situazioni di crisi e dai relativi processi di riorganizzazione.

Le parti, ferma restando l'utilizzabilità, in rapporto alle diversificate esigenze delle imprese e dei lavoratori, degli strumenti di legge in materia, individuano i seguenti strumenti e percorsi che, in presenza di specifiche condizioni di compatibilità organizzativa ed economica per le imprese, potranno essere esperiti anche per integrare gli strumenti di legge e per favorire una gestione delle situazioni di difficoltà con ricadute occupazionali ispirata al principio della riduzione dell'impatto sociale delle eccedenze occupazionali.

La scelta degli strumenti e la loro priorità sarà quella individuata a livello aziendale in relazione alle caratteristiche specifiche ed alle esigenze di equilibrio economico e degli assetti organizzativi.

 

1) Fondo bilaterale aziendale per il sostegno al reddito

A livello di impresa potrà essere costituito un Fondo, gestito pariteticamente dalle parti aziendali, alimentato da risorse delle imprese e dei lavoratori secondo entità e modalità da definire dall'accordo aziendale.

Il contributo da parte dell'impresa non potrà essere inferiore a quello dei lavoratori e dovrà tenere conto delle prassi aziendali in atto.

Le iniziative finanziate dal Fondo dovranno essere finalizzate in direzioni funzionali all'occupazione e in particolare destinate:

- ad integrare il reddito dei lavoratori durante i periodi di C.i.g.

o di contratti di solidarietà;
- a integrare il reddito dei lavoratori nel corso degli interventi di cui al successivo punto 5.

 

2) Gestione collettiva dei diritti relativi alla riduzione dell'orario e della prestazione annua

In rapporto all'entità delle eccedenze, alla tipologia del lavoro ed alla omogeneità e fungibilità professionale, le imprese e le R.S.U.

potranno concordare la realizzazione temporanea e reversibile di una riduzione collettiva dell'orario di lavoro utilizzando, sia per il personale giornaliero sia per quello turnista:

- tutti i riposi e le riduzioni contrattualmente previsti;
- i residui individuali di ferie, di conto ore e di riduzioni di orario non ancora fruiti;
- le ferie eccedenti le quattro settimane.

 

3) Riduzioni di orario attraverso i contratti di solidarietà

L'eventuale ricorso temporaneo e reversibile a tali riduzioni di orario, al di là delle condizioni oggettive richiamate al punto precedente, presuppone un equilibrio dei costi da ricercarsi anche con equivalenti riduzioni retributive.

Il ricorso agli strumenti di incentivazione e sostegno offerti dalla legge attutisce l'onere economico per i lavoratori.

 

4) Premio di partecipazione

Nell'ambito della contrattazione del premio di partecipazione in relazione al raggiungimento degli obiettivi concordati, le risorse rese disponibili dagli incrementi di produttività e redditività potranno in tutto o in parte essere destinate in direzioni funzionali all'occupazione (riduzioni di orario, ecc.).

 

5) Interventi di riqualificazione

Nella logica di prevenire e creare le condizioni per contenere i fenomeni di eccedenza, le imprese e le R.S.U.

possono avviare percorsi di riqualificazione per lavoratori che hanno professionalità da riqualificare sia per l'impiego all'interno sia per quello eventualmente esterno all'impresa.

Le parti indicano lo strumento della trasformazione temporanea in part-time del rapporto di lavoro degli interessati, nella fase della riqualificazione, purché compatibile in termini organizzativi.

La conseguente riduzione retributiva può essere attenuata con iniziative di solidarietà in rapporto alle specifiche esigenze anche attraverso la messa a disposizione collettiva di risorse economiche di cui al precedente punto 1.

 

6) Convenzioni per la cessione di beni o servizi ai dipendenti

Le parti aziendali valuteranno l'eventuale adozione di strumenti di sostegno al potere d'acquisto dei lavoratori, attraverso la individuazione di convenzioni da stipularsi, ad esempio con asili nido, esercizi commerciali, istituti di credito e compagnie assicurative presenti sul territorio, al fine di offrire ai lavoratori la possibilità di ottenere beni e servizi a condizioni vantaggiose.

* * *

Al di là degli strumenti a fronte delle specifiche eccedenze, una strategia di attenzione ai problemi dell'occupazione, nel rispetto della competitività delle imprese può, ad avviso delle parti, essere concretamente realizzata attraverso:

- la formazione e riqualificazione del personale;

- una gestione attenta dei fenomeni di ricorso al lavoro eccedente e straordinario mediante le innovazioni apportate all'art.

8 del CCNL anche con l'utilizzazione del part-time e del contratto a termine, istituti questi particolarmente importanti sul fronte dell'occupazione e della soddisfazione di specifiche esigenze produttive;

- la finalizzazione ad iniziative temporanee sul fronte dell'occupazione, anche con interventi su regimi e quantità di orario, di quote dei premi di partecipazione, secondo intese da realizzare nell'ambito degli incontri per l'istituzione e l'aggiornamento dei premi stessi.

Nell'indicare le scelte di cui sopra e nel ribadire l'autonomia del livello aziendale nel valutarne la praticabilità, le parti sono consapevoli della necessità di un'azione di orientamento e di aiuto nella soluzione di possibili problemi pratici e di interpretazione delle norme contrattuali e di legge.

A tal fine esse si impegnano, in sede di Osservatorio nazionale, ad esaminare le esperienze che dovessero essere realizzate e a diffonderne la conoscenza per far si che a livello aziendale possano svilupparsi azioni coerenti con le linee strategiche e i percorsi sopra indicati.

 

Dichiarazione delle parti stipulanti

Le parti si impegnano a definire, nell'ambito della vigenza contrattuale, specifiche linee-guida per la costituzione del Fondo bilaterale di cui al punto 1 della presente parte, al fine di agevolarne la realizzazione a livello aziendale.

Le parti, valutando positivamente le previsioni legislative tese ad estendere ai lavoratori l'accesso al Fondo antiusura di cui alla legge n.

108/1996, si impegnano, anche attraverso la definizione di apposite linee-guida, a realizzare le opportune iniziative idonee ad agevolare il ricorso da parte dei lavoratori a tale Fondo.

 

Parte IV - Sostegno alla occupabilità

 

Progetto Welfarma

Le parti ritengono:

- socialmente responsabili le iniziative a sostegno dell'occupabilità e le azioni idonee a facilitare il reimpiego del personale nel mondo del lavoro con il coinvolgimento delle parti sociali ai diversi livelli, di operatori pubblici e privati e con l'attiva partecipazione delle imprese e dei lavoratori;

- positive le esperienze di integrazione degli strumenti pubblici attraverso l'adesione volontaria di imprese e lavoratori ad iniziative bilaterali promosse attraverso il CCNL

Per tali ragioni le parti auspicano che l'innovativo progetto Welfarma, realizzato con l'accordo del 20 novembre 2008 - modificato ed integrato con il successivo accordo del 22 maggio 2012 - possa essere valorizzato ed esteso, a livello territoriale, all'intero settore, monitorandone l'andamento ed i risultati.

A tal fine le parti realizzeranno specifiche linee guida che possano agevolare, anche ricorrendo ai fondi per la riqualificazione professionale, la gestione, a livello territoriale, di situazioni a forte impatto sociale.

 

Parte V - Previdenza complementare settoriale - Fonchim

 

Disciplina del Fondo Fonchim

Le parti, al fine di rendere possibile un più elevato livello di copertura previdenziale per i lavoratori ai quali si applica il presente CCNL, hanno convenuto la seguente regolamentazione contrattuale e la costituzione del Fondo pensione complementare a capitalizzazione FONCHIM.

 

1) Normativa

In materia di previdenza complementare si richiamano gli accordi nazionali sottoscritti nonché lo Statuto di FONCHIM e le relative disposizioni regolamentari.

Fatte salve le condizioni di miglior favore stabilite da accordi sindacali aziendali, i diritti e gli obblighi previsti dal presente CCNL e dagli accordi nazionali richiamati costituiscono condizioni minime inderogabili per le imprese e i lavoratori ai quali si applica il presente CCNL

- All'atto dell'assunzione le aziende distribuiranno al lavoratore documentazione sulla previdenza complementare: scheda informativa di FONCHIM o altro fondo contrattuale chiuso applicabile, modulo di iscrizione e copia dello Statuto.

- Fermi restando gli adempimenti informativi inerenti il Fondo all'atto dell'assunzione, il lavoratore dichiara espressamente la propria volontà di aderire o non aderire a FONCHIM, mediante compilazione e sottoscrizione della specifica modulistica predisposta dal Fondo, che dovrà essere consegnata e ritirata a cura dell'azienda.

La manifestazione di volontà di cui sopra dovrà essere confermata nei termini e con le modalità previste dalle norme di legge e statutarie.

- Le aziende forniranno annualmente alle R.S.U.

e al livello territoriale delle Organizzazioni sindacali stipulanti il CCNL i dati dell'iscrizione articolati per categoria di inquadramento e fascia di età.

- Nelle Unità con più di 100 addetti le aziende metteranno a disposizione della R.S.U.

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adeguata strumentazione informatica che consenta alla R.S.U. di conoscere le disposizioni e le novità contenute nel sito Internet di FONCHIM e permetta al singolo lavoratore, con modalità da regolamentare a livello aziendale, di acquisire informazioni sulla propria posizione individuale.

- Le aziende sono impegnate a distribuire adeguata informativa predisposta dalle parti a tutti i lavoratori non iscritti a FONCHIM o a Fondi aziendali.

 

2) Permessi ed assemblee

- Ai lavoratori membri dell'Assemblea del Fondo di previdenza complementare (nazionale o aziendale) per la partecipazione alle riunioni di tale organo vengono riconosciuti, compatibilmente con le esigenze di servizio, permessi retribuiti fino ad un giorno per ogni assemblea.

- L'avvenuta partecipazione e la durata della riunione sono documentate dagli Organi del Fondo.

- In ogni unità lavorativa la R.S.U.

Cose ipo nel contratto nazionale

potrà convocare annualmente una assemblea retribuita della durata di un'ora, per informare i lavoratori dell'andamento di FONCHIM.

Tale ora sarà aggiuntiva alle ore previste dall'art. 59 del CCNL qualora le stesse, al momento dell'assemblea, risultassero esaurite.

 

3) Contribuzioni

T.f.r.

A decorrere dal 1o gennaio 1999 i versamenti a FONCHIM del trattamento di fine rapporto, da parte dei lavoratori iscritti, sono previsti nelle seguenti misure:

a) 100% per i lavoratori con prima occupazione dopo il 28 aprile 1993;
b) 33% per tutti gli altri lavoratori.

A decorrere dal 1o gennaio 2007, su base volontaria e secondo le modalità operative che saranno individuate da FONCHIM, tale aliquota è elevabile fino al 100%.

Aliquote contributive

- A carico del lavoratore e dell'impresa, a decorrere dal 1o gennaio 2001, l'aliquota contributiva è fissata nell'1,20% della retribuzione utile per il calcolo del t.f.r.

- A carico dell'impresa:

- a decorrere dal 1o luglio 2011, l'aliquota contributiva è fissata nell'1,65% della retribuzione utile per il calcolo del t.f.r.;

- a decorrere dal 1o gennaio 2014, l'aliquota contributiva è fissata nell'1,85% della retribuzione utile per il calcolo del t.f.r.

A decorrere dal 1o gennaio 2007, l'impresa dovrà effettuare per ogni lavoratore dipendente iscritto a FONCHIM un ulteriore versamento, destinato esclusivamente al Fondo di categoria fissato nello 0,20% della retribuzione utile per il calcolo del t.f.r., che verrà messo a disposizione degli Organi sociali di FONCHIM affinché venga fornita agli iscritti al Fondo una copertura assicurativa nel caso di premorienza o invalidità permanente, sancita dalle istituzioni competenti, che determini la cessazione del rapporto di lavoro.

I criteri e le modalità della copertura assicurativa saranno definiti dal CdA di FONCHIM d'intesa con la Consulta del Fondo.

Nessun contributo è dovuto dall'impresa nel caso in cui il lavoratore decida di iscriversi ad una forma pensionistica diversa da quella contrattuale.

 

4) Contratti non a tempo indeterminato

Con decorrenza luglio 2000, i diritti e gli obblighi disposti dal CCNL sono estesi ai rapporti di lavoro non a tempo indeterminato di durata superiore a 6 mesi.

Tale disposizione si applica dal momento del superamento del periodo di prova.

a) Ammissibilità iscrizione

È ammessa l'iscrizione per i contratti con durata (determinata o determinabile) pari o superiore a 6 mesi, anche per effetto di proroghe, purché sia stato superato l'eventuale periodo di prova e si realizzi una contribuzione minima a FONCHIM di almeno 1 mese.

b) Possibilità di versamenti integrativi

Versamenti integrativi, in aggiunta alla contribuzione corrente, sono ammessi con riferimento al periodo di lavoro (compreso il periodo di prova) precedente all'iscrizione, fino ad un massimo di 6 mesi.

Tali versamenti, riguardanti sia i contributi del lavoratore sia quelli del datore di lavoro (escluse le quote di t.f.r.) possono aver luogo in un'unica soluzione ovvero, compatibilmente con il periodo di prosecuzione del rapporto, essere ripartiti in tanti mesi quanti sono i mesi del rapporto di lavoro precedenti all'iscrizione fino ad un massimo di 6.

c) Possibilità di mantenimento della "posizione" e di sua riattivazione

Considerato che, a seguito della risoluzione del rapporto di lavoro, pur mancando i versamenti contributivi, è possibile non ritirare il capitale e quindi mantenere la "posizione", è ammesso che il lavoratore iscritto riprenda la contribuzione (compresi i contributi del datore di lavoro e quelli provenienti dal t.f.r.) appena stipulato un nuovo rapporto di lavoro, non a tempo indeterminato (anche di durata inferiore a 6 mesi) o a tempo indeterminato, con un'impresa che in forza delle norme del CCNL sia aderente o possa aderire a FONCHIM.

Tale facoltà potrà essere esercitata solo dopo avere superato l'eventuale periodo di prova, salva la facoltà di contribuzione integrativa nei termini di cui sopra.

Anche in questo caso resta ferma la necessità che la contribuzione riguardi un periodo minimo di 1 mese.

La riattivazione a fini contributivi di una posizione non chiusa, premessa la necessità di comunicazione congiunta (impresa e lavoratore) a FONCHIM del nuovo rapporto di lavoro e della ripresa dei versamenti contributivi, non determina un nuovo versamento della quota associativa da parte del lavoratore.

La quota associativa a carico impresa non sarà dovuta qualora la ripresa della contribuzione avvenga con la medesima azienda con la quale FONCHIM ha registrato l'ultima contribuzione.

 

Dichiarazioni delle parti stipulanti

In relazione alla discussione in atto sul conferimento del t.f.r.

ai Fondi pensione complementari, le parti confermano il ruolo prioritario dei Fondi pensione contrattuali anche come strumento di relazioni industriali.

Le parti confermano che l'obbligo per l'azienda del versamento della contribuzione prevista dal CCNL è limitato ai lavoratori iscritti a FONCHIM ovvero ad altro fondo contrattuale settoriale dell'area chimica.

 

 

Parte VI - Assistenza sanitaria settoriale - Faschim

 

Regolamento del Fondo di assistenza sanitaria settoriale FASCHIM

Le parti, pur riconoscendo il principio della centralità del Servizio sanitario nazionale pubblico, confermando la volontà di effettuare all'interno del CCNL scelte socialmente responsabili, con accordo nazionale del 29 luglio 2003, hanno istituito il Fondo di assistenza sanitaria settoriale "FASCHIM" la cui finalità è quella di contribuire alle spese sanitarie sostenute dagli iscritti e dal loro nucleo familiare, se iscritto.

A tale scopo le parti hanno convenuto la seguente regolamentazione.

 

1) Normativa

In materia di assistenza sanitaria si richiamano gli accordi nazionali sottoscritti nonché lo Statuto di FASCHIM e le relative disposizioni regolamentari.

All'atto dell'assunzione le aziende distribuiranno al lavoratore documentazione su FASCHIM: brochure informativa, copia dello Statuto e del regolamento, modulo di iscrizione.

Fermi restando gli adempimenti informativi inerenti il Fondo all'atto dell'assunzione, il lavoratore dichiara espressamente la propria volontà di aderire o non aderire a FASCHIM, mediante compilazione e sottoscrizione della specifica modulistica predisposta dal Fondo, che dovrà essere consegnata e ritirata a cura dell'azienda.

La manifestazione di volontà di cui sopra dovrà essere confermata nei termini e con le modalità previste dalle norme statutarie.

Fermo restando quanto previsto all'alinea successivo, possono iscriversi a FASCHIM con espressa manifestazione di volontà, tutti i lavoratori non in prova con orario di lavoro pari o superiore al 50% dell'orario normale legale.

Possono iscriversi al Fondo i lavoratori con contratto di lavoro non a tempo indeterminato purché la durata del contratto, determinata o determinabile, sia pari o superiore a sei mesi, anche per effetto di eventuali proroghe, al netto del periodo di prova.

Il lavoratore associato al Fondo potrà decidere di iscrivere in qualità di nucleo familiare il proprio coniuge, il proprio convivente e/o i figli fiscalmente a carico, nelle modalità ed entro i limiti previsti dallo Statuto di FASCHIM e dalle relative disposizioni regolamentari.

Le aziende sono impegnate a distribuire adeguata informativa predisposta dalle parti a tutti i lavoratori.

 

2) Confluenze di altri settori

A seguito di appositi accordi collettivi nazionali stipulati dalle Organizzazioni sindacali firmatarie del presente CCNL con le Organizzazioni imprenditoriali di altri settori dell'area chimica, previo accordo delle fonti istitutive, potranno iscriversi al Fondo anche i lavoratori dei relativi settori.

Come si legge un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro

Tali accordi collettivi nazionali dovranno prevedere le medesime modalità di adesione e la medesima contribuzione prevista per la generalità degli iscritti.

 

3) Permessi ed assemblee

Ai lavoratori componenti dell'Assemblea o del Consiglio di amministrazione di FASCHIM per la partecipazione alle riunioni di tali Organi vengono riconosciuti, compatibilmente con le esigenze di servizio, permessi retribuiti fino ad un giorno per ogni Assemblea/Consiglio.

L'avvenuta partecipazione e la durata della riunione sono documentate dagli Organi del Fondo.

In ogni unità lavorativa la R.S.U.

potrà convocare annualmente una assemblea retribuita della durata di un'ora, secondo modalità organizzative da convenire con la Direzione aziendale, per informare i lavoratori dell'andamento di FASCHIM.

Tale ora sarà aggiuntiva alle ore previste dall'art. 59 del presente CCNL qualora le stesse, al momento dell'assemblea, risultassero esaurite.

 

4) Contribuzioni

Il contributo annuale a FASCHIM a far data dal 1o aprile 2010 è pari a:

- a carico delle imprese 252 euro annui da corrispondere al Fondo con rate trimestrali di 63 euro;

- a carico dei lavoratori 36 euro annui da corrispondere al Fondo con rate mensili di 3 euro.

 

5) Nucleo familiare/Superstiti iscritti

In ragione delle diverse casistiche presenti, fermo restando il principio mutualistico cui il Fondo deve attenersi, le parti ritengono opportuno che il contributo per il nucleo familiare e per i superstiti iscritti venga determinato dal Consiglio di amministrazione del Fondo previo parere della Consulta delle parti istitutive.

In tale ambito il Consiglio di amministrazione dovrà valutare la possibilità di stabilire una contribuzione differenziata in ragione della numerosità dei componenti il nucleo familiare.

 

6) Forme di assistenza sanitaria aziendali in atto

Le parti sono impegnate per la confluenza di tutte le forme di assistenza sanitaria aziendali nel Fondo settoriale FASCHIM.

A tale riguardo verranno assunte iniziative congiunte tra le parti a tutti i livelli e accordi-quadro a livello nazionale finalizzati a facilitare la confluenza delle forme aziendali in FASCHIM.

In tale ottica le parti convengono che l'applicazione delle nuove contribuzioni potrà essere convenuta a livello aziendale nell'ambito dell'eventuale confronto propedeutico alla confluenza in FASCHIM.

Considerata la natura contrattuale dell'ammontare contributivo a carico delle imprese, i costi riconducibili alle forme di assistenza sanitaria aziendali non potranno essere inferiori così come non potranno essere cumulati a quelli previsti per FASCHIM.

La possibilità di confluenza in FASCHIM è estesa, a prescindere dalla data di costituzione della forma di assistenza sanitaria aziendale, anche a quei lavoratori le cui imprese entrano a far parte del settore, anche per effetto di operazioni societarie che coinvolgono imprese già appartenenti al settore (fusioni, incorporazioni), successivamente al 29 luglio 2003.

 

7) Clausola di salvaguardia

In assenza di una chiara legislazione nazionale e regionale in materia di Fondi sanitari settoriali, le parti si danno atto che il presente accordo e le norme previste dallo Statuto di FASCHIM rispettano gli impegni assunti in tema di diritti e obblighi attribuiti alle imprese e ai lavoratori con il CCNL 12 febbraio 2002 per la costituzione di un Fondo di assistenza sanitaria.

Le parti si danno atto altresì che, laddove subentrassero modifiche del quadro normativo nazionale e/o regionale che dovessero determinare oneri/costi aggiuntivi rispetto a quelli definiti e assunti nella fase di costituzione del Fondo e/o introdurre, comunque, vincoli che compromettano le finalità del Fondo stesso, si impegnano fin d'ora ad incontrarsi al fine di valutare l'impatto della nuova situazione ed ad assumere le conseguenti determinazioni all'interno delle seguenti opzioni:

a) ridefinire gli ambiti di operatività del Fondo;

b) ricercare soluzioni che consentano di realizzare, senza aggravio complessivo di oneri, la compatibilità degli oneri o dei vincoli sopravvenuti con gli impegni contrattualmente assunti;

c) avviare la procedura di scioglimento del Fondo come previsto dallo Statuto.

Il confronto tra le parti dovrà obbligatoriamente esaurirsi entro 90 giorni dall'entrata in vigore della modifica nazionale e/o regionale.

Ferma restando, con le modalità che saranno concordemente individuate, l'assunzione degli oneri derivanti dalla contribuzione ordinaria da parte delle imprese, laddove le parti non dovessero concordare su soluzioni adeguate alla situazione determinatasi, informeranno il Consiglio di amministrazione del Fondo di tale situazione affinché esso, con la procedura prevista dallo Statuto di FASCHIM, possa avviare lo scioglimento del Fondo.

8) Iscrizione a FASCHIM in caso di mobilità ai sensi della legge n.

223/1991

Le parti, considerata l'attuale fase di grande difficoltà per le imprese e per i lavoratori che sta comportando un uso diffuso dello strumento della mobilità, confermando l'attenzione del settore alla realizzazione di scelte socialmente responsabili, convengono quanto segue.

Nel caso di procedura di mobilità ai sensi della legge n. 223/1991, a seguito di accordo a livello aziendale, gli iscritti a FASCHIM, potranno continuare a mantenere l'iscrizione e a beneficiare delle relative prestazioni previo versamento "una tantum" al Fondo, da parte dell'impresa, dell'importo contributivo complessivo corrispondente al periodo definito nell'accordo, che non potrà comunque eccedere il periodo di mobilità nel quale il lavoratore è coinvolto.

 

Dichiarazione delle parti stipulanti

Entro la vigenza contrattuale, le parti si impegnano a condividere nell'ambito di una Commissione congiunta, la definizione di linee strategiche per lo sviluppo del Fondo e tracciare le linee di intervento in questa direzione.

 

 

Parte VII - Formazione

 

Premessa

Le parti considerano strategico l'impegno delle imprese e dei lavoratori in materia di formazione finalizzata a valorizzare le risorse umane, a migliorare la loro occupabilità ed il loro arricchimento professionale, anche in relazione alle innovazioni tecnologiche e organizzative, agli obiettivi di qualità, di sicurezza e di mercato, ad esigenze di sviluppo della cultura di impresa nella quale cresca la partecipazione ed il coinvolgimento dei lavoratori.

 

Formazione e etica del lavoro

La formazione è un tema trasversale, funzionale sia alla produttività sia all'occupabilità, e deve essere considerato uno strumento essenziale per la qualità delle risorse umane, per la qualità delle relazioni industriali, per sviluppare e incentivare una cultura di relazioni partecipative utile anche a garantire l'esigibilità delle norme del CCNL, la certezza delle regole e la coerenza e eticità dei comportamenti a tutti i livelli.

È necessario diffondere la consapevolezza che la formazione è essenziale e non risponde solo a esigenze aziendali ma anche ad esigenze del lavoratore.

Le parti sono impegnate ad incentivare, la realizzazione di progetti formativi finalizzati ad accrescere la cultura di relazioni industriali costruttive e a migliorare l'esigibilità delle norme del CCNL

In relazione a quanto sopra a livello aziendale potrà essere definita la figura del delegato alla formazione.

 

1.

Cose ipo nel contratto nazionale

Investimento per la formazione

Con l'obiettivo di promuovere e favorire tale formazione le parti concordano la possibile utilizzazione di 1,5 giornate di riposi spettanti ai sensi dell'art. 13 per la partecipazione a progetti formativi:

- collettivi, concordati a livello aziendale e/o territoriale anche secondo quanto previsto al successivo par.

2;

- individuali, nell'ambito del patto formativo di cui al successivo par. 3.

Gli accordi aziendali che definiranno i progetti formativi collettivi di cui trattasi prevederanno contestualmente le modifiche necessarie agli orari e alle schematizzazioni di turno già concordate, ferma restando la possibilità dei progetti formativi individuali nell'ambito del patto formativo di cui al successivo par.

3.

Le imprese concorreranno, in modo paritetico, con ulteriori 1,5 giornate, alla effettiva realizzazione dei progetti formativi di cui sopra.